Carlo Terpolilli parla dell'esperienza realizzata per il ripristino del Museo degli Innocenti a Firenze; dà un parere sull'istituto della competizione architettonica; definisce i principi culturali di rispetto, discrezione, reversibilità e interpretazione logica dell'esistente, con cui affrontare un restauro; elogia la duttilità e la contemporaneità del mattone; considera la storia come l'oggetto del dialogo in costante rinnovamento.