Nullità dell’atto
In caso di inadempimento dell’obbligo di iscrizione scatta la nullità degli atti e la responsabilità amministrativa e contabile del funzionario responsabile.
La norma precisa infatti che le stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture devono impegnarsi a richiedere l’iscrizione alla Anagrafe Unica presso la Banca Dati dei contratti pubblici istituita con art. 52/bis del Codice dell’amministrazione digitale (dl n. 82 del 2005). Prima verrà verificata l’operatività della Banca Dati nazionale per i contratti pubblici (attiva dal 1 gennaio) poi le amministrazioni potranno iscriversi: sarà l’Autorità di vigilanza a definire modalità operative e di funzionamento dell’anagrafe. In seguito all’iscrizione alla Banca Dati, le amministrazioni dovranno ogni anno procedere con l’aggiornamento dei dati identificativi.
Anche il mancato aggiornamento può dar luogo alla nullità degli atti adottati e alla responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari responsabili.
Proroghe
Pur essendo operativo dal primo gennaio, l’obbligo vero e proprio scatterà dal 1 luglio 2013: fino ad allora l’utilizzo sarà possibile su base volontaria. La verifica dei requisiti online sarà operativa da subito per gli appalti di importo superiore a 20 milioni di euro, mentre bisognerà aspettare il 1 marzo 2013 per testare il sistema sugli appalti di importo pari o superiore a 40mila euro.
Nei settori speciali e negli appalti d’importo a base d’asta pari o superiore a 40mila euro, gestiti interamente con procedure telematiche, l’obbligo scatterà il 1 gennaio del prossimo anno, con la possibilità di testare il sistema facoltativamente a partire dal 1 ottobre di quest’anno.
Documentazione
Dopo aver individuato la gara a cui si intende partecipare bisogna registrarsi per ottenere dal sistema un codice da inserire sempre nella busta contenente la documentazione amministrativa.
I documenti che certificano la presenza del requisiti generali sono:
- la visura del registro delle imprese,
- il certificato del casellario giudiziale,
- l’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato,
- il certificato di regolarità contributiva rilasciato da Inarcassa,
- il certificato di regolarità fiscale,
- il Durc,
- il nulla osta antimafia e le iscrizioni presso il casellario informatico già esistente presso l’Autorità.
Giovanna Ferraresi