Sono 108 le candidature che gli enti hanno trasmesso sulla piattaforma online creata appositamente da Invimit Sgr, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il Progetto Opa, lanciato a giugno. L’iniziativa ha l’obiettivo di acquistare immobili dagli enti territoriali e dalle amministrazioni centrali su tutto il territorio nazionale da destinare, in questo primo lancio, alla realizzazione di residenze per studenti.
Nuccio Altieri | Presidente di Invimit Sgr
«Con il fondo per gli studentati di Invimit e in stretto raccordo con le amministrazioni locali, daremo una risposta di qualità e a prezzi sostenibili alle esigenze alloggiative degli studenti, migliorando l’attrattività dell’offerta universitaria italiana da Nord a Sud».
Con riferimento alla distribuzione territoriale, la maggior parte delle richieste, ossia il 48%, proviene dal Sud Italia con il primato di Calabria, Campania e Puglia per numero di candidature presentate. Reggio Calabria, Salerno e Taranto sono state le città più attive al Sud.
Le richieste pervenute dal Nord del Paese si sono attestate, invece, al 41%, con il Veneto, il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia-Romagna tra le regioni con più istanze presentate. Nel caso piemontese, ad esempio, è Alessandria la città che ha candidato il maggior numero di edifici, seguita da Novara, Torino e Asti.
Numeri decisamente più contenuti, infine, sono stati registrati dal Centro, in cui le richieste sono state l’11%del totale. A trainare in quest’area è il Lazio, con un totale di sei candidature. Seguono la Toscana, l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo.
Giovanna Della Posta | Amministratore Delegato Invimit Sgr
«A tre mesi dal lancio del progetto, la risposta che abbiamo ricevuto dai territori è molto positiva. È un progetto che ci rende orgogliosi per diversi motivi: ci permette, infatti, di offrire un’opportunità agli enti locali, che possono dare una risposta efficace ed efficiente al tema dell’emergenza abitativa degli studenti con un impatto positivo anche sui conti pubblici, e al tempo stesso ci consente di fornire una risposta agli operatori del settore, nazionali e internazionali, che vogliono investire su un’asset class che in Italia offre importanti potenzialità di sviluppo».